venerdì 15 settembre 2017

Cuore di De Amicis

                          Cuore di Edmondo De Amicis

Titolo del libro: Cuore
Autore: Edmondo De Amicis
Casa editrice:
Anno di pubblicazione: 17 ottobre 1886

Breve trama del libro:
Enrico è un ragazzo di terza media che inizia a scrivere un diario dove annota cosa gli accade durante l’anno scolastico. Nel corso dell’anno ci saranno scene tragiche, vicende commoventi ma anche momenti in cui i genitori e sua sorella partecipano al diario scrivendogli delle lettere che faranno riflettere Enrico sull’importanza della vita e come rispettare il mondo e le persone che gli stanno vicino. Sul suo diario ci sono scritti anche i racconti mensili che il maestro fa copiare ai suoi alunni come ad esempio: la piccola vedetta lombarda, il piccolo scrivano fiorentino e sangue romagnolo; molti sono con finale tragico ma altri sono molto commuoventi.

Personaggio che mi ha colpito maggiormenteil personaggio che mi ha colpita di più è stato quello di Precossi, il bambino sempre coi lividi e pallido come un cadavere. Questo personaggio mi ha colpito molto perché vivendo una vita molto complicata riesce sempre ad essere generoso con tutti e riesce, con la sua grande forza di volontà, a non far ubriacare più suo padre.

Frasi o passaggi che mi sono piaciuti di più:
“Coraggio... piccolo soldato dell'immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana.” 
“Non abituarti a passare indifferente davanti alla miseria che tende la mano.”
“E i fiori continuavano a piovergli sui piedi nudi, sul petto insanguinato, sul capo biondo.”

Commento personale: questo libro mi è piaciuto moltissimo perché fa riflettere molto, è commuovente e non è per niente noioso. Secondo me l’autore con questo libro ha voluto dire che bisogna sempre avere cuore sia per le persone sia per le cose che ogni giorno vediamo belle, perché forse un giorno non saranno più così meravigliose.
Elisa B.

Cuore
Autore: Edmondo De Amicis
Casa editrice: Gioia
Anno di pubblicazione: 1948

Breve trama:
Questo libro parla di un ragazzo di nome Enrico che deve iniziare la terza superiore; mentre aspetta il momento di entrare a scuola sente qualcuno che gli tocca la spalla, si gira e si trova il suo vecchio maestro che gli dice: “Dunque Enrico siamo separati per sempre?” io lo sapevo benissimo, eppure le sue parole mi facevano pena. Entrammo tutti e mentre passavo per il corridoio de piano terra vedevo i genitori e gli  insegnanti che trascinavano gli alunni nelle loro aule, entrammo nelle aule con gran fatica perché il camerone era affollato e tutti erano rivolti verso la camera del direttore e si udivano delle voci che dicevano: ”povero ragazzo! Povero Robetti” al disopra di tutte le teste si vedeva una testa calva del direttore; poi entrò un signore con il cappello e tutti dissero:” è il dottore” . mio padre chiese cosa era successo e un signore rispose:” gli è passata una ruota sul piede” “ gli ha rotto un piede” rispose un altro. 
Mentre Robetti arrivava a scuola aveva visto un ragazzo sfuggito a sua madre cadere in mezzo alla strada, allora Robetti corse ad aiutarlo perché un omnibus gli stava andando addosso, Robetti non ha fatto in tempo a rimettere il piede sul marciapiede e la ruota gli è passata sul piede.
Dopo i primi mesi passati tra i banchi arriva il periodo delle vacanze di Natale, mio padre insisteva che ogni giorno io andassi a casa di un mio amico o lui veniva da me, così poco a poco diventavo amico di tutti; e dopo un anno passato tra i banchi arrivano gli esami e le frasi che si udivano erano:” coraggio! Attenzione!Mi raccomando!” il maestro tirò fuori il testo del problema e nessuno fiatò, iniziò a dettare e ci guardava con occhi terribili, si capiva che se avesse potuto dettarci anche la soluzione per farci promuovere gli avrebbe fatto piacere.

Personaggio che mi ha colpito di più:
Il maestro mi ha colpito molto perché quando si trovarono tutti riuniti si scusò se qualche volta era stato ingiusto  e gli dispiaceva abbandonare i suoi alunni e disse:” rimarrete nel mio cuore, arrivederci ragazzi”
Frase che mi ha colpito di più:
“ nei dolori, nelle consolazioni che la vita può darti ancora , tu non la dimenticherai mai più.”
“ la vita è la vita, e segue la legge della vita: il progresso”.

Commento personale:

Questo libro è molto bello perché insegna, anche se è scritto in un italiano antico e alcune parole non si capiscono, ma lo consiglierei a chi ama  leggere diari.
Camilla P.







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