mercoledì 6 dicembre 2017

I NOSTRI RACCONTI DI AVVENTURA: Un'avventura inaspettata

Un giorno d'autunno, mentre la scuola era chiusa, ero a casa da sola, perché i miei genitori erano partiti per un viaggio di lavoro. “Gruuuu…” 
Era il mio stomaco, avevo fame,  andai in cucina e vidi il pollo del giorno prima, allora lo mangiai. 
“Dinnn…” 
Era un messaggio da Giorgia, che diceva: “Vieni subito a casa mia, ho una cosa importante da dirti!”.
Non capivo, allora decisi di andare a casa sua. Appena arrivata, mi portò subito nella sua camera e chiuse a chiave la porta. Mi stavo preoccupando, era troppo agitata.
Appena mi voltai, trovai Douaa sdraiata sul suo letto, con la cicca in bocca e il cellulare in mano. “Gio, ci puoi spiegare cos’è successo?!” chiesi.
“Vi devo dire una cosa molto importante, che però non dovete assolutamente dire a nessuno…”
“Dai Gio sbrigati, siamo curiose” disse Douaa più incuriosita. 
“OK, l’altro giorno, stavo studiando con il mio computer, mentre bevevo la mia tazza di the, ma a un certo punto, splash… il the si è rovesciato sul computer, non ci potevo credere, era il computer dei miei genitori! Allora sono andata nel panico, non sapevo cosa fare. All’improvviso, mi è venuta un’idea, un’idea un po’ folle. Ho deciso di andare a scuola e prendere in prestito uno dei tanti computer. Non se ne sarebbero mai accorti, anche perché non potevo dare ai miei genitori il computer rotto, mi avrebbero messo in punizione e avrebbero pensato che ero irresponsabile".

Io e Douaa siamo rimaste per molti secondi con la faccia perplessa, non avevamo parole. “Gio, ma ti rendi conto di quello che hai fatto?!” esclamai io.
Douaa rimase zitta, non sapeva cosa dire. 
“ Va bene ti aiuteremo!” dissi guardando Douaa. 
“Sì, ti aiuteremo”
“Siiiiii, grazie mille ragazze: siete le migliori!”.
Io e Douaa restammo lì tutto il giorno per organizzare il piano. Decidemmo di partire la sera. Eravamo pronte, avevamo organizzato tutto alla perfezione. Volevamo riportare il computer a scuola senza farci vedere.
Partimmo da casa di Giorgia, fino ad arrivare a scuola. Era chiusa, non c’era nessuno. Fortunatamente avevamo le chiavi, perché la prof. Sarcuno, eccezionalmente, ce le aveva date, dato che ci voleva aiutare, e sapeva che l’avremmo rimesso a posto. Si fidava di noi. Entrate a scuola, ci dirigemmo verso l’aula blindata e lo rimettemmo subito al suo posto.
Stavamo per uscire, quando a un certo punto, guardammo fuori dalla finestra e… stava nevicando!
Decidemmo di restare un altro po’ a scuola, perché prima o poi avrebbe smesso o quantomeno la neve sarebbe diminuita.
Ci stavamo annoiando, non sapevamo come riempire il tempo. Mentre stavamo camminando nei corridoi della scuola, ci imbattemmo in un’aula che nessuna di noi aveva mai visto.
Pensammo fosse uno spazio adibito ai professori che usavano per le riunioni. Invece, con nostro stupore, una volta entrate, ci trovammo circondate da scaffali pieni di libri…era la biblioteca!
Cominciammo a sfogliare qualche libro d’avventura e tra questi restammo colpite da un testo dal titolo “IN TRAPPOLA”.
Intanto il tempo fuori non accennava a migliorare e noi, così affascinate dal racconto, continuammo ad andare avanti a leggerlo.
Era incredibile!!! Quello che stavamo leggendo era esattamente quello che ci stava accadendo in quello stesso momento. La neve aumentava e noi eravamo in trappola!!!!

Iniziò la bufera,  un autentico disastro naturale: le linee della corrente smisero di funzionare… eravamo al buio, preoccupate, impaurite e infreddolite!
La neve era così forte che sembrava cadere a mucchi. Le strade furono completamente bloccate. Gli spartineve si fermarono e si bloccarono incapaci di proseguire.
Se volete un rapido indicatore di che tipo di tempesta fosse, eccolo: autisti congelati nei loro spartineve.
“Adesso cosa facciamo?” domandò Giorgia impaurita. 
“L’unica cosa da fare e mantenere la calma e sperare che qualcuno venga a salvarci” dissi io.
Un’ora, due ore, tre, quattro, cinque ore, il tempo passava e noi eravamo affamate. Trovammo del cibo negli armadietti, ma non bastava per sfamarci.
Ad un certo punto, sentimmo un rumore forte e ci affacciammo alla finestra… era un elicottero!!!
Nell’elicottero c’erano i nostri genitori preoccupati, che avevano chiamato la polizia e ci stavano cercando da troppo tempo. 
Ma adesso non ha importanza, siamo finalmente salve!
Giorgia aveva capito la lezione e raccontò la verità ai suoi genitori, che la capirono.
Adesso sono a casa al calduccio, sana e salva e spero di non rivivere mai più questa brutta esperienza.

Alice A.

P.S.: L’unica cosa positiva è stata il pollo



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