lunedì 14 maggio 2018

"Lo spacciatore di fumetti" di Baccalario


Autore: Pierdomenico Baccalario 
Casa editrice: Einaudi Ragazzi 
Anno di pubblicazione: dicembre 2012

Breve trama: 
A causa del rigido governo ungherese degli anni ’80, leggere fumetti, tanto più se americani, era un vero reato: era assolutamente proibito vendere, comprare o distribuire i fumetti, ancora peggio leggerli e apprezzarli. 
È la storia di Sàndor, un ragazzino di 15 anni, che vive nel centro di Budapest, in un condominio di case vecchie e scrostate.
Frequenta una scuola che non lo aiuta a crescere e sognare perché segue la legge del regime, impedendo la lettura dei fumetti. 
Sàndor combatterà per sconfiggere questa legge, intraprendendo la vita dello spacciatore di fumetti. 
Sàndor aveva un appuntamento l’undici di ogni mese alle cinque del pomeriggio, alla solita panchina, con Mikla Francia Kiss, colui che gli procurava i fumetti da spacciare. 
Sàndor viveva con i genitori che non sopportava per questo motivo passava molto tempo con i suoi amici, Nikolai, Bibo e Zio Szabó. 
Batman, Spiderman, i Fantastici Quattro e Freccia Nera erano solo alcuni degli eroi che li guidavano nelle loro avventure in bicicletta, pedalando veloci tra le viuzze di Budapest per sfuggire alla polizia. 
Riusciranno i ragazzi nel loro intento o saranno costretti a scappare? 

Personaggio che mi ha colpita di più: 
Mi ha colpito molto il personaggio principale del libro, Sàndor, perché nonostante la dura vita con i suoi genitori (che lui non sopporta) , continua a lottare contro la legge che impedisce la lettura di fumetti. E infatti per questo motivo li spaccia, facendosi aiutare dalla sua banda di amici con cui divide le giornate.

Frasi che mi sono piaciute di più: 
“Lo sguardo verso l’alto di mio padre, quella sera, fu l’unico momento in cui fummo vicini. E fu anche uno degli ultimi.”
“Eravamo spacciatori di fumetti, sì. Ma avevamo ancora il nostro codice morale.”
“Accarezzai l’idea di parlargliene, di approfittare di quel momento magico per farle capire quanto mi fidassi di lei, quanto le volessi bene e mi piacesse l’idea di sentirla vicina come la migliore dei miei complici.”
“Sapere una cosa non significa crederci. Si può sapere e tacere. Si può sapere e nascondere. Si può sapere e reagire, si può combattere, si può vincere.”

Commento personale: 
Questo libro mi è piaciuto molto perché è stato abbastanza scorrevole e coinvolgente. Ma anche perché a me piacciono molto i libri di formazione, e questo è stato appunto uno dei miei preferiti. In questo libro non ho trovato aspetti negativi. Secondo me l’autore ha voluto trasmettere un messaggio importante, nonostante i problemi personali bisogna lottare per conquistare la felicità e i propri obiettivi e soprattutto non bisogna mai smettere di crederci. Lo consiglio ai miei compagni avventurieri!!!!!

Alice A.

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