martedì 17 febbraio 2015

"Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie


Come, dove, quando, perché l’ho letto:  L’ho letto con un po’ di inquietudine, nella mia camera, solitamente prima di andare a dormire. L’ho letto perché era un libro che volevo leggere da un po’ e ora ne ho avuta l’occasione

Trama: Una casa misteriosa in mezzo ad un’isola deserta, lontana dal resto del mondo. Dieci persone che non si sono mai conosciute prima, tutte accomunate da un inquietante passato, riunite sotto lo stesso tetto da una serie inspiegabile di inviti. Un’assurda filastrocca per bambini che ritorna ossessivamente, scandendo in maniera implacabile, come in un incubo dal quale è impossibile sfuggire, una serie spaventosa di omicidi. Un romanzo originalissimo, nel quale ciascuno dei protagonisti ricopre il ruolo di investigatore, sospettato e probabile vittima.
Dove e quando è ambientato il romanzo: E’ ambientato su un’isola deserta, Nigger Island, all’inizio del secolo secolo scorso (pubblicato per la prima volta nel 1939).
Il mio personaggio preferito e perché: Il mio personaggio preferito è Emily Brent, non tanto per il suo carattere ma perché lei, col suo sangue freddo, mi è sembrata la sicura omicida di questo romanzo.  Poi di lei mi è piaciuto anche il fatto che fosse rigida, severa e riservata, una protagonista inusuale per un libro secondo me.
Cosa non mi è piaciuto e perché: Non mi è piaciuto il fatto che la casa in cui vivevano i protagonisti fosse bella e moderna, invece avrei voluto fosse un po’ più “diroccata” per sottolineare le non proprio rosee condizioni in cui dovevano stare.
Cosa mi è piaciuto e perché:  Mi è piaciuto molto il fatto che gli omicidi che avvenivano rispettassero quello che diceva la poesia dei “Dieci piccoli indiani”, perché è stata una cosa molto originale e particolare da fare.
La musica che metterei come colonna sonora a questo libro: a questo libro metterei come colonna sonore una musica lugubre e triste.
La mia frase/pagina/episodio preferito: La mia frase preferita è “Vera salì sulla sedia, con gli occhi fissi nel vuoto. Si mise il cappio al collo. Hugo era lì, a vedere che lei facesse quello che doveva fare”. Mi piace perché leggendo questa frase riesci a capire quanto Vera sia impaurita, una paura folle, al punto di credere che una persona che non c’è sia lì con lei, a vederla morire
Altri libri/film/fumetti/immagini che mi sono venuti in mente o che collegherei a questo libro e perché:  Leggendo questo libro mi sono venuti in mente i casi irrisolti della polizia che avevano un che di “stravagante”, perché è un po’ quello che succede anche qui
Il mio libro in tre parole: OMICIDIO SOSPETTI INQUIETUDINE
Giulia S. 2D

Nessun commento:

Posta un commento