mercoledì 27 maggio 2015

"La guerra dei bottoni"

TITOLO: LA GUERRA DEI BOTTONI
CASA EDITRICE: BOMPIANI
SCRITTO DA: LOUIS PERGAUD

TRAMA:
Questo libro è ambientato nella 1^ guerra mondiale, in Francia.
Tratta di due gruppi di ragazzi di villaggi vicini,  uno di Vebrans e l’altro di Langeverne, con a capo due giovani dodicenni di nome Lebrac e Azteco, che si ritrovano ai confini dei propri paesi per combattere la loro guerra e far emergere la propria forza.
I due gruppi rivali, hanno ereditato questa guerra dai loro genitori, che a loro volta l’hanno ereditata dai loro stessi genitori e nonni.
I combattimenti tra loro avvengono con spade di legno, sassi  e fionde ma soprattutto con le mani.
Tra loro lo scopo di combattere è quello di privare i nemici dei bottoni  delle camicie e pantaloni nonché di sfilare i lacci delle scarpe, raccoglierli e finita la scuola contare chi più ne ha raccolti e quindi dichiararsi vincitori.
La parte più simpatica e divertente è quella di far rientrare a casa i nemici, privi dei bottoni e quindi possibili da deridere dagli adulti, poiché senza i bottoni i vestiti cadevano o rimanevano aperti. La parte più dolorosa era poi, quella di subire rimproveri e botte da parte dei genitori.
Il capo dei Vebrans, Lebrac, un giorno, escogita un piano. Far rientrare nella squadra le sorelle di propri combattenti capaci di cucire le parti mancanti dai propri abiti prima di rientrare a casa!
Un giorno, Lebrac, stanco di rientrare a casa spesso senza bottoni e lacci, decide insieme agli altri di andare a combattere la prossima guerra nudi, in moda da evitare di essere nuovamente derubati e quindi umiliati e picchiati dai propri genitori. Ma il capo della squadra avversaria, Azteco (chiamato così perché di piccola statura), appena vede da lontano i propri avversai nudi, manda a chiamare i genitori degli stessi  che li sculacciano senza pietà al loro ritorno a casa.
E’ un libro simpatico e interessante soprattutto perché vuole trasmettere l’idea che ai tempi, i ragazzi abitanti delle campagne e quindi di origini umili, per dimostrare la loro ribellione nei confronti degli adulti ricercano a tutti i costi la loro felicità e libertà personale, al di fuori dal controllo delle famiglie e della scuola, consapevoli però che un giorno, quando saranno diventati adulti anche loro, saranno simili ai propri genitori.


Giorgia Ghisalberti

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