martedì 6 dicembre 2016

La guerra dei bottoni (L. Pergaud)


TITOLO: La guerra dei bottoni

AUTORE: Louis Pergaud

CASA EDITRICE: BURragazzi

ANNO DI PUBBLICAZIONE:1912

BREVE TRAMA: Ambientato in Francia nel periodo precedente la prima guerra mondiale, due gruppi di ragazzini un po’ insoliti, dopo la scuola si accampavano nelle proprie postazioni e si facevano la guerra. Anche se solo ragazzi, erano spietati: si prendevano a sassate, si picchiavano come se non ci fosse un domani, prendevano ostaggi e confiscavano loro tutto ciò che possedevano, solo dopo avergli dato una ripassatina li congedavano.
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DESCRIZIONE PERSONAGGIO: LEBRAC, capo dell’armata di Longoverde, è un ragazzo molto tenace, forte e  fiducioso (anche se non sempre è un bene). Mi ha colpito la sua “BRAVURA” da leader.

FRASI PREFERITE: Uno a uno, la bacchetta di nocciolo in mano, i 40 di Longoverde sfilarono dinanzi a Bacaillè sputandogli sulla schiena, sulle reni, sulle cosce, sul corpo intero in segno di disgustato disprezzo.

IMPRESSIONI PERSONALI: è stato un libro molto divertente e mi è piaciuto tanto. Mi ha dato l’impressione che il rapporto tra i ragazzi di diversi paesi sia cambiato moltissimo.
Lorenzo D.

Ascolta il mio cuore (Bianca Pitzorno)

Titolo : Ascolta il mio cuore
Autore: Bianca Pitzorno 
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Breve trama del libro: Prisca, Elisa e Rosalba, tre amiche e compagne di classe, devono frequentare la quarta elementare, ma nella loro scuola, come regola, quando inizia il quarto anno si deve cambiare maestra. A loro dispiace moltissimo lasciare la signorina Sole, che per tre anni è stata la loro maestra, e quando sanno che la loro futura insegnante non viene dalla loro scuola ma dall’Ascensione temono il peggio perché sanno che quella scuola è frequentata dai più ricchi della città e le insegnanti sono severissime e pretendono molta disciplina. Le studentesse hanno sempre avuto splendidi voti sia in pagella che negli esami. 
Prisca si spaventa perché la nuova maestra non vuole che le bambine indossino il solito fiocco blu al collo ma quello rosa a pois celesti. Quando si reca dal merciaio con sua mamma, e scopre che il nastro è finito, si mette a piangere e comincia a dire che a scuola non ci va se non con il fiocco!!! 
La maestra il primo giorno di scuola si presenta come una persona molto dolce, simpatica e che ha molta voglia di scherzare ma, dal secondo giorno, cambia tutto.
Arrivano due ragazzine bocciate molto sporche che sembrano  delle poco di buono di nome Repòvik Iolanda e Guzzòn Adelaide e la maestra le soprannomina “Profumo di Viole” e “Olezzo di Rose”.
Prisca, Elisa e Rosalba ne combinano di tutti i colori per far arrabbiare la maestra e vendicarsi con Sveva Lopez del Rio e tutta la bancata delle “Leccapiedi” per essere crudeli sia con la bancata dei “Maschiacci” sia con quella dei “Conigli” ma soprattutto con Iolanda e Adelaide.
Personaggio che mi ha colpito maggiormente: Il personaggio che mi ha colpito di più è stato quello di Elisa Maffei che, pur essendo un’orfana che vive con i suoi tre zii e con la nonna materna, è sempre generosa e simpatica con gli altri; è anche molto sensibile, infatti l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie le fanno uno scherzo molto irrispettoso, ideato da Sveva Lopez del Rio, e approvato dalla maestra Argia Sforza che ha aiutato lei e le sue amichette smorfiose a fare questa “sorpresa”, che consisteva nel mettere tutti i giocattoli rotti che non andavano bene per Iolanda e Adelaide in un pacchetto solo per lei. Ma Elisa non fu  tanto sorpresa, anzi molto triste e allo stesso tempo arrabbiata perché si aspettava qualcosa di più carino, ma arrabbiata perché le avevano ferito  i sentimenti sia nei suoi confronti sia verso quelli dei suoi genitori purtroppo morti, infatti si mise a piangere. 
Se avessi assistito a quella scena mi sarei messa subito a litigare con Sveva anche a costo di prendere una nota sul diario e sul registro perché quello di Sveva è un comportamento da maleducata e ignobile nei confronti di Elisa.
Frasi che mi hanno colpito di più:
Ascolta il mio cuore!
Sì, anche Adelaide si era avvicinata allo scatolone dei giocattoli e vi aveva deposto con cautela un paio di pattini a rotelle usati ma in buono stato .
Tra i conigli spuntò qualche sorriso di incoraggiamento.
Una leccapiedi che striscia davanti ai potenti fa schifo come un topo di fogna. Ma una leccapiedi che usa il suo piccolo potere per far strisciare quelli più deboli è una iena, una carogna, un essere abominevole.

Commento personale: Il libro è molto divertente in alcuni capitoli ma in tutto il libro ci sono parole non  tanto belle, non sono parolacce ma sono parole che possono ferire molto i sentimenti di qualcuno ad esempio: <<Brutta pezzente! >> detto numerose volte da Sveva Lopez del Rio nei confronti di Iolanda e Adelaide. 
Comunque questo libro non mi è piaciuto molto ed era anche un po’ noiosetto perché ogni volta si parla di un argomento diverso e qualche volta non si capisce chi sta parlando e chi sta ascoltando in una conversazione, ma comunque il finale è molto bello e commovente e quello è stato il capitolo che mi è piaciuto di più rispetto agli altri. Questo libro lo consiglierei soprattutto ai miei compagni che amano i generi letterari rosa e avventura.
Elisa B.

lunedì 5 dicembre 2016

Il diario di Edo di Fabiana Sarcuno

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Autore: Fabiana Sarcuno

Casa editrice: la Spiga

Anno di pubblicazione: 2014

Breve trama del libro: Edoardo ha 13 anni, va in terza media e la scuola non gli piace per niente, preferisce disegnare fumetti o sfrecciare sulla sua amata bicicletta, per sfogarsi dai problemi difficili da affrontare. Però c’è Aurora, l’amica speciale che insieme a Verano, il professore di lettere, renderà un anno fantastico da non dimenticare. Edo con i suoi compagni troverà il modo di crescere lasciandosi dietro le spalle, il passato.

Breve descrizione del personaggio che mi ha colpito di più:

Aurora, la migliore amica di Edo, dovrà astenersi per quest’anno da ogni tipo di attività sportiva, ma forse questa cosa non sarà per sempre come si pensava all’inizio, visti i buoni risultati delle terapie, ma con l’aiuto, e l’appoggio di Edo tutto si sistemerà.

Frasi più significative:

“A volte un sorriso sincero vale più di un botto di parole destinate a essere fraintese o scordate prima o poi”.

“Dimostra a te stesso ancor prima che agli altri, di essere degno dei tuoi sogni”.

“I compiti mi servono perché vorrei capire tutti i miei errori e cambiare finalmente la mia vita”.

“E avanziamo anche noi. Ogni giorno un po’ di più. Grazie agli amici, ai Verani, anche alle professoresse grigie che sembravano severe. Ma soprattutto grazie a una forza dentro di noi che non sappiamo e non vogliamo contenere”.

Commento personale:

Questo libro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto capire molte cose, per esempio, non giudicare mai gli altri prima di conoscerli oppure l’accettazione di se stessi.

Lo consiglio ai miei compagni che come a Edo non piace andare molto a scuola.

Secondo me l’autore ha volutoraccontare come un ragazzo che cresce in fretta può lasciarsi il passato dietro le spalle, con il dono dell’amicizia e l’appoggio della famiglia.

 

Alice A. 

Ascolta il mio cuore di B. Pitzorno



 
TITOLO DEL LIBRO:ASCOLTA IL MIO CURE
AUTORE:BIANCA PITZORNO
CASA EDITRICE: OSCAR MONDADORI
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Le protagoniste del libro sono Prisca ed Elisa.
Loro sono due grandi amiche che raccontano cosa hanno dovuto sopportare e come hanno cercato di sopravvivere alle cattiverie che ci sono a scuola. Insieme ad un’altra amica, Rosalba, formeranno un gruppo dove scambiarsi consigli ed escogitare dei piani. Per risolvere ogni tipo di problema o per adattarsi ad ogni situazione, anche perché i loro genitori non le sostengono molto.
A me è piaciuto il personaggio di Elisa, una bambina gentile, educata ma anche furba che alcune volte si lascia trascinare da Prisca in situazioni che non la riguardano.
Il libro, nel complesso, è carino ma ci sono troppe descrizioni che non mi hanno entusiasmata e a volte non ricordavo più di cosa stava parlando l’autrice, perciò dovevo tornare indietro e riprendere l’altra parte del discorso. Secondo me l’autrice ha voluto dire che a volte le amiche ti aiutano nelle difficoltà più dei parenti.
 
Giulia S.
 



sabato 3 dicembre 2016

Il libro degli errori (Gianni Rodari)

AUTORE : Gianni Rodari
EDITORE : Einaudi Ragazzi
ANNO DI PUBBLICAZIONE : 1964
BREVE TRAMA
Il libro parla di questo professore chiamato Grammaticus, il quale in giro per il mondo corregge gli errori di tutti quelli che semplicemente parlando o scrivendo commettono orrori grammaticali. Per farlo inventa una macchina che risucchia tutti gli errori ma sfortunatamente non ha un grande successo.
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Il libro è composto da tanti piccoli racconti; quello che mi è piaciuto di più è intitolato : “Incontro sul ponte “. Narra di una (persona) che, camminando una sera tra i ponti di Pavia , incontra un buffo personaggio, vestito in modo carnevalesco. In realtà il personaggio è il fantasma del Maresciallo de La Palisse, morto a Pavia nel 1525 durante una battaglia .Il povero fantasma non trova pace perché tutti si ricordano una filastrocca che lo riguarda ma non il suo vero nome , questa filastrocca ha fatto si che si diffondesse l’uso di un aggettivo da esso derivato.  L’aggettivo in questione è “lapalissiano” che è sinonimo di ovvio, scontato banale… A me è piaciuta molto questa storia perché mi ha permesso di scoprire e conoscere una nuova parola della lingua italiana , appunto l’aggettivo lapalissiano.
COMMENTO PERSONALE
Il libro che ho letto non mi ha appassionato tanto, ci sono storielle simpatiche ma altre molto meno. L’autore in questo libro usa il  personaggio del Professor Grammaticus per trasmettere un messaggio più profondo: non importa tanto correggere gli errori ortografici, ma in particolare comportarsi in modo da affrontare e correggere errori del mondo che ai nostri giorni sono sempre più gravi e frequenti.
Nicolò B.

venerdì 2 dicembre 2016

Parliamo di BULLISMO

Insieme alla nostra professoressa abbiamo costruito la piramide del bullismo, che parte da scherzi fastidiosi, per poi arrivare all’umiliazione, alla persecuzione e al reato.
Tutto questo ci è servito per poi organizzare un lavoro di gruppo, cioè creare un cartellone e descrivere un personaggio.
I personaggi assegnati erano la vittima, il bullo, i genitori e gli insegnanti.

Il mio gruppo era formato da Mattia, Camilla e Lorenzo N. Noi abbiamo dedicato il cartellone alla vittima; ci siamo impegnati molto e abbiamo lavorato come una squadra.
Io facevo i disegni per rappresentare le varie situazioni, Lorenzo era la “mente” che ci dava le idee, Camilla organizzava l’ordine del cartellone e Mattia scriveva.
Secondo me le vittime vengono prese di mira per vari motivi dal bullo, per esempio un prepotente può far soffrire qualcuno perché si sente debole e vuole apparire forte, o perché ha dei problemi famigliari che gli creano tensione e si vuole sfogare con altri. Oppure perché la vittima è straniera, con difetti fisici, molto intelligente, problematica.
Sicuramente la vittima è impaurita, infastidita, cupa e vorrebbe passare inosservata, ma il bullo glielo impedisce e come uno squalo si avventa sulla preda senza pietà.

Per impedire che ciò accada la vittima può ignorare il bullo, però se la persecuzione va avanti senza fine, potrebbe allearsi con tutta la classe e riuscire a difendersi ma per questo gli amici devono essere veri.
A me è capitato di essere al posto della vittima: c’era una bulla di nome Elisa alla “Nova Terra”, credeva di essere la migliore e quando io facevo qualcosa di utile o prendevo un bel voto, lei mi infastidiva dicendo parolacce o minacce; mi trattava male, mi escludeva da tutto e cercava i modi più crudeli per farmi odiare dagli altri.
Per fortuna con il mio carattere forte non mi sono abbandonata all’umiliazione e, avendo tanti amici, l’abbiamo fermata; ci siamo uniti e quando lei mi dava fastidio loro mi difendevano e lei la smetteva subito.
Da quel momento non ha più commesso cattiverie del genere.

Giulia S.

Shakespeare a merenda

Il giorno 25 novembre ci siamo recati a teatro con la classe prima D per assistere alla rappresentazione dello spettacolo “Shakespeare a merenda”.
Preso il biglietto, siamo entrati nella sala dove si sarebbe svolto lo spettacolo.

Ad un certo punto si sono spente le luci ed è comparsa un’attrice che interpretava il ruolo della sarta di Shakespeare, che lavorava dietro le quinte a preparare i vestiti con il grande desiderio di apparire sul palcoscenico (alle donne non era concesso).
Ma Shakespeare le permise di apparire senza parlare e ricoperta da una tunica per portare un vaso sulla scena. Mary (questo il nome della sarta) fu la prima donna della storia a comparire sul palco.
Questo evento rivoluzionerà il teatro e contribuirà a combattere la discriminazione verso le donne.
Il luogo in cui lavorava questo personaggio era molto disordinato, con abiti, maschere, biancheria e teschi sparsi dappertutto. L’attrice aveva un tono di voce alto e allegro. Oltre al suo desiderio di recitare, ha raccontato le più famose storie di Shakespeare, tra cui “Sogno di una notte di mezza estate”, “Otello”, “Amleto”, “Romeo e Giulietta”.

Tutte queste opere (eccetto la prima) sono drammatiche e terminano in modo tragico, con omicidi o suicidi.
La mia preferita è stata “Sogno di una notte di mezza estate” perché è una commedia; mentre l’attrice la raccontava ha indossato una testa verde d’asino, trotterellando per tutto il palco. L’attrice è riuscita a divertirmi e mi ha dato l’impressione che il teatro fosse un luogo economico e un po’ pericoloso per via degli alcolizzati e malviventi che lo frequentavano.
Infatti le corti invitavano gli attori nelle proprie case.

Questo spettacolo mi è piaciuto molto perché era divertente ma anche un po’ tetro. Il teatro dal Seicento al 2016 è cambiato tantissimo, mentre io pensavo che fosse sempre stato come quello attuale.
Lorenzo D.